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Testo di una città - 2010

14 giugno 2007

Giriamo questa mail partita dall'archivio Berneri, aggiungendo che nel prossimo numero di una città pubblicheremo la foto dell'articolo in cui sul Grido del popolo, si dà notizia della morte di Camillo Berneri, "giustiziato dalla rivoluzione democratica" insieme alle parole pronunciate da Salvemini sul suo alunno caduto per mano stalinista e della risposta sprezzante di Togliatti.
"La Repubblica" di Martedì 12 giugno 2007 riporta un articolo (a pag. 51, Cultura) a firma Massimo Novelli dal titolo: "CHI UCCISE L'ANARCHICO BERNERI". Il giornalista fa cenno che già fin dalle prime ore seguite al ritrovamento del cadavere di Berneri e quello di Francesco Barbieri, i compagni accusarono i "sicari di Stalin" del duplice omicidio, accusa che si cementa nel tempo anche se fu sempre respinta dai diretti interessati (nel 1950 Togliatti si scagliò, dalle colonne di "Rinascita", contro G. Salvemini, colpevole di aver dato credito a "una delle più infamanti calunnie della libellistica anticomunista").
A distanza di 70 anni, prosegue M. Novelli, dalle carte relative alla polizia politica fascista (esaminate presso l'Archivio Centrale dello Stato dallo storico Roberto Gremmo) si fa strada un'ipotesi che potrebbe scagionare i comunisti: ad ammazzare Berneri e Barbieri sarebbero stati degli agenti al soldo di Angel Galarza Gago, radicalsocialista, allora ministro dell'Interno della Repubblica Spagnola.
Secondo i Rapporti inviati dagli infiltrati dell'OVRA tra gli antifascisti affluiti in Spagna, la fine di Berneri avrebbe avuto come movente la sottrazione da parte di alcuni anarchici di un ingente quantità di denaro che Galarza aveva prelevato dai deposito della Banca di Spagna prima dell' avanzamento franchista.
Berneri e Barbieri potrebbero essere stati testimoni scomodi e, conclude R. Gremmo, "l'eliminazione dei due italiani fu con buona probabilità un 'delitto fra amici', come peraltro aveva ammesso in un'occasione Giovanna Berneri, la vedova di Camillo. Un delitto in sostanza causato da una spietata caccia al tesoro, in cui i comunisti non ebbero verosimilmente alcun ruolo".

Fin qui il resoconto di M. Novelli su "La Repubblica".
Ho avuto modo di interpellare, subito dopo la lettura dell'articolo, R. Gremmo che mi ha confermato l'uscita in settembre di un libro su Camillo Berneri (mentre fra 15 giorni dovrebbe uscire la rivista "Storia Ribelle" con alcune lettere inedite, del 1929, di C. Berneri sulla spia Menapace), in cui si sostiene sostanzialmente questo: 1- si è sempre dato credito all'unica testimonianza di Tosca Tantini che ha accusato gli stalinisti di aver prelevato e arrestato Berneri, anche se questa testimonianza è stata smentita da Solidaridad Obrera. Tra l'altro, afferma Gremmo, questa circostanza la scrive anche Santos su un libro stampato dall'Archivio F. Berneri.
2- l'anima nera di tutta la questione sarebbe Bibbi, il quale già aveva incastrato Berneri con una confessione sull'attentato di Lucetti (che poi ritratterà) e, nel dopoguerra sarebbe finito coi fascisti di "Italia Unita" di Pacciardi. Bibbi avrebbe preso il "tesoro" della Banca di Spagna, insieme a Londero (che poi avrebbe fatto ammazzare).
3- Da questa azione di Bibbi si sarebbe innescato tutto il meccanismo e nel tritacarne sarebbero finiti inconsapevolmente Berneri e Barbieri. 4- Berneri non c'entra in tutta questa storia ma, probabilmente, c'entra in qualche modo Barbieri: è lui che vogliono arrestare ma prelevano anche Berneri.
Queste sono le dichiarazioni dell'autore. Il fatto evidente in tutta questa ricostruzione storica è che sono state consultate esclusivamente le carte fasciste (2.000 pagine giacenti presso l'Archivio di Stato), che appaiono chiare a R. Gremmo. Non sappiamo se egli abbia fatto anche mente locale sul ruolo degli agenti dell'OVRA: bravissimi, attentissimi e strategici nel disseminare false piste e false accuse tra i fuorusciti, così come descrive bene G. Carrozza nella sua prefazione a "Scritti Scelti" di C. Berneri edita da ZIC il mese scorso.
Che dire? Con questi brevi e incompleti cenni bisognerebbe che i compagni conoscitori e studiosi di Berneri e della Spagna si adoperassero già da ora per preparare risposte politiche e di merito a ricostruzioni storiche che sicuramente avranno megafoni pronti ad ogni tipo di strumentalizzazioni sulla pelle del movimento anarchico.
Un saluto libertario, Franco Schirone


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