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Testo di Una città - 2010

16 aprile 2007

Brutte notizie purtroppo. E' arrivato il bilancio 2006 (è in allegato) ed è il più brutto della storia. Con la perdita rischiamo di consumare tutto il capitale sociale. Adesso sarebbe lungo analizzare le voci, sicuramente quella che ci butta più giù sono gli stipendi e i contributi. E quel che peggio, forse, è che restiamo nell'ombra del sospetto dello studio di settore. Come abbiamo già detto a Villa Salta i segnali invece, ancorché deboli, sono tutti positivi (incremento abbonamenti, novità di nuovi abbonati sconosciuti, 13000 passaggi al mese nel sito, una vendita continua di libri via internet, la rete degli amici e collaboratori che si allarga). Ma adesso vorremmo proporre a tutti i provvedimenti che abbiamo discusso in redazione.
1) Taglio delle spese. Pieralberto Valli (Betto) si è licenziato, per andare a fare un master in Spagna, e non lo rimpiazzeremo. Forse organizzando meglio il lavoro (dopo 15 anni stiamo ancora imparando sugli errori, è la maledizione degli autodidatti...) possiamo farcela, almeno per ora. Non avremo più l'affitto (950 euro al mese) e anche il gas calerà assai. Probabilmente cambieremo tipografia con un risparmio annuo di 2500 euro. Staremo più attenti alle spese minute.
2) Aumento del prezzo dell'abbonamento a 50 euro e a 30 del regalato. Ormai si impone. Abbiamo fatto finalmente dei conti su cosa ci costa di spese vive un numero della rivista (contando anche le spese di spedizione, la busta, i francobolli delle due lettere di sollecito ma non contando tutte le altre spese, stipendi, viaggi, telefono, ecc.) e i venti euro del regalato quasi non le coprono. Se poi teniamo conto che abbiamo un'ottantina e più di regalati cronici, cioè reiterati (cosa che dovrebbe essere esclusa perché il regalo è promozionale, cioè finalizzato a conquistare un abbonato in proprio) abbiamo un'idea della noncuranza con cui finora abbiamo affrontato questi problemi.
3) Un'emissione di quote per soci sovventori (una figura introdotta con la nuova legge delle cooperative, un socio a tutti gli effetti in forza del fatto di mettere denaro nella cooperativa) per un totale di 50000 euro e con un valore della quota singola non inferiore (questo lo stabilisce la legge) a 500 euro. Questa entrata andrà a riformare un consistente capitale sociale. Questa proposta noi la facciamo a tutti gli amici e collaboratori (tenendo presente che c'è anche l'altra possibilità, meno onerosa, di diventare socio cooperatore con una quota di 250 euro) e naturalmente è rivolta anche a chi è già socio. Abbiamo iniziato dagli "amici lontani", quelli cioè che non vediamo a Villa Salta o in altre occasioni e dobbiamo dire che la risposta è stata molto incoraggiante. (Hanno già aderito: Andrea Ginzburg, Carlo Ginzburg, Adriano Sofri, Gianni Sofri, Marco Boato, Andrea Canevaro, Giovanni Cardinali, Paolo Cesari, Marino Sinibaldi, Gabriele Zelli, don Sergio Sala, Sulamit Schneider, Alessandra Peretti, Alessandra Zendron, Andrea Ranieri, Enzo Ferrara, Mario Spada, Giorgio Albonetti). Inoltre la maggiorparte dei soci che avevano attivato il prestito soci verso la cooperativa ha trasformato questo prestito (che pesa sul bilancio) in quote-sovventore per un ammontare di 9500 euro. Altri soci hanno trasformato il loro prestito in contributi (che vanno direttamente a ridurre la perdita d'esercizio 2006, il che non risulta dal bilancio che alleghiamo e che non è definitivo) per un ammontare di 13500 euro.
Inutile aggiungere che l'allargamento della cooperativa a noi fa molto piacere. Si può sempre dire che gli aspetti formali sono irrilevanti, ma non è mai così. Ovviamente abbiamo un modulo formale di acquisto di una (o più quote) e il regolamento che spediremo a chi ce lo richiede.
Cosa ne pensate?
Naturalmente queste sono le misure difensive. Quelle espansive al prossimo email. La redazione.


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