









Testo di una città - 2010
9 ottobre 2003
Cari amici,
come anticipato, il 18 ottobre a Riccione ci sarà il convegno su "Palestinesi e democrazia".
Gli ospiti sono tutte persone molto impegnate, coraggiose e anche spregiudicate nella lucidità con cui vedono e denunciano anche ciò che non va nella loro stessa comunità.
Speriamo sia un'occasione utile, per noi e per loro, per dare voce a chi si sta battendo per una futura società democratica e "sana", nella convinzione che la discriminante non passa (solo) tra israeliani e palestinesi, ma tra chi agisce per un futuro di pace giusta e convivenza e chi no.
Non a caso lo stesso Jeff Halper, israeliano, non si stanca di ripetere che l'unica prospettiva efficace e praticabile è quella del win-win, vale a dire che o "vincono" entrambi o non vince nessuno.
a seguire il programma
a presto
***
In Occidente rischia di arrivare solo la voce dell’estremismo, dell’odio e del desiderio di vendetta, della violenza. E’ una voce che si alza da entrambi i campi e sovrasta tutte le altre. Dare voce agli "altri" è quanto di meglio possiamo fare noi per "dare una mano". Al secondo incontro del Mediterraneo di Riccione la parola va ai democratici palestinesi, a coloro, e sono tanti, che nelle condizioni disumane dell’occupazione dei loro territori, continuano a lavorare per una società civile, ricca, articolata, laica, a far studiare i loro figli e le loro figlie, a credere nel dialogo, nella possibilità della pace e della convivenza, per la costruzione di uno Stato nella libertà, nella democrazia e nel rispetto dei diritti umani.
sabato 18 ottobre 2003
auditorium liceo scientifico "alessandro volta”
viale piacenza 28 riccione
PALESTINESI E DEMOCRAZIA
Quale futuro per il processo di democratizzazione, i diritti civili, i diritti delle donne? Cittadinanza e costruzione di una nazione: nascerà un’altra democrazia etnica? E i palestinesi in Israele? La società palestinese è, da sempre, tra le più laiche nel mondo arabo: la deriva fondamentalista è inevitabile? Qual è lo stato di salute della società palestinese? Quale l’effetto dei traumi nelle nuove generazioni? Diaspora palestinese e diritto al ritorno: quali le soluzioni proponibili? I trattati di pace, Oslo, la Road Map: è possibile ricostruire la fiducia tra i due popoli per una futura convivenza? Dopo la militarizzazione dell’Intifada è ancora proponibile una "terza via"? Il ruolo e le chance di violenza e nonviolenza.
ore 9.00
presiedono Francesco Papafava e Franco de Courten
Eyad El Sarraj: "Società Civile, diritti umani, stato di salute della popolazione palestinese, effetti dei traumi sulle nuove generazioni". Eyad El Sarraj, psichiatra, è fondatore e direttore del Gaza Community Mental Health Center. Membro della Commissione per i Diritti Umani in Palestina (posizione che nel 1998 ha portato al suo arresto da parte dell’Olp, in seguito alle aperte critiche volte all’Autorità palestinese, oltre che al regime di occupazione israeliano) e del centro Internazionale per la Riabilitazione delle Vittime di Tortura. Oggi il suo impegno primario è teso alla riabilitazione della popolazione palestinese, con particolare attenzione ai bambini e adolescenti traumatizzati, e ai loro modelli educativi.
Sami Adwan: "Società palestinese e costruzione di una nazione. Memoria, miti nazionali, libri di testo" . Sami Adwan, co-fondatore del Prime (Peace Research Institute in the Middle East) docente di Pedagogia all’Università di Betlemme, da tempo si occupa della revisione dei manuali di storia nei territori autonomi. Nel 2001 ha ricevuto, assieme a Dan Bar-On, israeliano, il Premio Alexander Langer.
Sari Hanafi: "Diaspora e Diritto al Ritorno" Sari Hanafi,sociologo e ricercatore, oggi è Direttore del Palestinian Diaspora and Refugee Centre, Shaml, Ramallah. Da anni si occupa dello studio dei rapporti tra la diaspora palestinese e i Territori Occupati, con un approccio socio-economico e culturale.
Areen Hawari: "Le donne nella comunità palestinese in Israele: cittadine di seconda classe di in uno stato ebraico; vittime di una società patriarcale nella loro comunità" . Areen Hawari, palestinese con cittadinanza israeliana, originaria di Nazareth, femminista, militante dei diritti civili, è membro dell’assemblea nazionale democratica (Balad), e co-direttrice del comitato delle donne per la pace. Vive a Kufr Kare. E’ impegnata in progetti per l’autopromozione delle donne nei villaggi palestinesi in Israele e nella tutela dei diritti dei palestinesi israeliani, la cui cittadinanza, in seguito alle nuove leggi promosse dalla Knesset, il parlamento israeliano, sta subendo un processo di progressiva erosione.
Ruba Salih: "Quale cittadinanza per le donne in Palestina?" . Ruba Salih, antropologa, docente all’Università di Bologna,è da anni impegnata in ricerche sulla condizione delle donne nel Medio Oriente, sullo status delle donne durante e dopo i movimenti di liberazione nazionale, e sui processi di costruzione dell’identità di genere, con particolare attenzione alle società in diaspora.
Ore 14.30
Munther S. Dajani: "A 10 anni dagli accordi di Oslo, la Road Map: un’altra illusione?" Munther S. Dajani, Università di Alquds,è vice-presidente dell’Issam Sartawi, Centro per la promozione della Pace e della Democrazia, fondato da Sari Nusseibeh, che si occupa della promozione della società civile e della costruzione di istituzioni democratiche. Walid Mustafa: "La società palestinese tra Laicità e Integralismo"
Walid Mustafa, Università di Betlemme, storico e geografo, da tempo si occupa del ruolo della religione nella definizione dell’identità araba in generale e palestinese in particolare e dei pericoli legati a derive fondamentaliste.
Ore 16.30
Incontro-dibattito: Mario Pirani e Gigi Riva porranno domande ai relatori.
***
In Occidente rischia di arrivare solo la voce dell’estremismo, dell’odio e del desiderio di vendetta, della violenza. E’ una voce che si alza da entrambi i campi e sovrasta tutte le altre. Dare voce agli "altri" è quanto di meglio possiamo fare noi per "dare una mano". Al secondo incontro del Mediterraneo di Riccione la parola va ai democratici palestinesi, a coloro, e sono tanti, che nelle condizioni disumane dell’occupazione dei loro territori, continuano a lavorare per una società civile, ricca, articolata, laica, a far studiare i loro figli e le loro figlie, a credere nel dialogo, nella possibilità della pace e della convivenza, per la costruzione di uno Stato nella libertà, nella democrazia e nel rispetto dei diritti umani.
sabato 18 ottobre 2003
auditorium liceo scientifico "alessandro volta”
viale piacenza 28 riccione
PALESTINESI E DEMOCRAZIA
Quale futuro per il processo di democratizzazione, i diritti civili, i diritti delle donne? Cittadinanza e costruzione di una nazione: nascerà un’altra democrazia etnica? E i palestinesi in Israele? La società palestinese è, da sempre, tra le più laiche nel mondo arabo: la deriva fondamentalista è inevitabile? Qual è lo stato di salute della società palestinese? Quale l’effetto dei traumi nelle nuove generazioni? Diaspora palestinese e diritto al ritorno: quali le soluzioni proponibili? I trattati di pace, Oslo, la Road Map: è possibile ricostruire la fiducia tra i due popoli per una futura convivenza? Dopo la militarizzazione dell’Intifada è ancora proponibile una "terza via"? Il ruolo e le chance di violenza e nonviolenza.
ore 9.00
presiedono Francesco Papafava e Franco de Courten
Eyad El Sarraj: "Società Civile, diritti umani, stato di salute della popolazione palestinese, effetti dei traumi sulle nuove generazioni". Eyad El Sarraj, psichiatra, è fondatore e direttore del Gaza Community Mental Health Center. Membro della Commissione per i Diritti Umani in Palestina (posizione che nel 1998 ha portato al suo arresto da parte dell’Olp, in seguito alle aperte critiche volte all’Autorità palestinese, oltre che al regime di occupazione israeliano) e del centro Internazionale per la Riabilitazione delle Vittime di Tortura. Oggi il suo impegno primario è teso alla riabilitazione della popolazione palestinese, con particolare attenzione ai bambini e adolescenti traumatizzati, e ai loro modelli educativi.
Sami Adwan: "Società palestinese e costruzione di una nazione. Memoria, miti nazionali, libri di testo" . Sami Adwan, co-fondatore del Prime (Peace Research Institute in the Middle East) docente di Pedagogia all’Università di Betlemme, da tempo si occupa della revisione dei manuali di storia nei territori autonomi. Nel 2001 ha ricevuto, assieme a Dan Bar-On, israeliano, il Premio Alexander Langer.
Sari Hanafi: "Diaspora e Diritto al Ritorno" Sari Hanafi,sociologo e ricercatore, oggi è Direttore del Palestinian Diaspora and Refugee Centre, Shaml, Ramallah. Da anni si occupa dello studio dei rapporti tra la diaspora palestinese e i Territori Occupati, con un approccio socio-economico e culturale.
Areen Hawari: "Le donne nella comunità palestinese in Israele: cittadine di seconda classe di in uno stato ebraico; vittime di una società patriarcale nella loro comunità" . Areen Hawari, palestinese con cittadinanza israeliana, originaria di Nazareth, femminista, militante dei diritti civili, è membro dell’assemblea nazionale democratica (Balad), e co-direttrice del comitato delle donne per la pace. Vive a Kufr Kare. E’ impegnata in progetti per l’autopromozione delle donne nei villaggi palestinesi in Israele e nella tutela dei diritti dei palestinesi israeliani, la cui cittadinanza, in seguito alle nuove leggi promosse dalla Knesset, il parlamento israeliano, sta subendo un processo di progressiva erosione.
Ruba Salih: "Quale cittadinanza per le donne in Palestina?" . Ruba Salih, antropologa, docente all’Università di Bologna,è da anni impegnata in ricerche sulla condizione delle donne nel Medio Oriente, sullo status delle donne durante e dopo i movimenti di liberazione nazionale, e sui processi di costruzione dell’identità di genere, con particolare attenzione alle società in diaspora.
Ore 14.30
Munther S. Dajani: "A 10 anni dagli accordi di Oslo, la Road Map: un’altra illusione?" Munther S. Dajani, Università di Alquds,è vice-presidente dell’Issam Sartawi, Centro per la promozione della Pace e della Democrazia, fondato da Sari Nusseibeh, che si occupa della promozione della società civile e della costruzione di istituzioni democratiche. Walid Mustafa: "La società palestinese tra Laicità e Integralismo"
Walid Mustafa, Università di Betlemme, storico e geografo, da tempo si occupa del ruolo della religione nella definizione dell’identità araba in generale e palestinese in particolare e dei pericoli legati a derive fondamentaliste.
Ore 16.30
Incontro-dibattito: Mario Pirani e Gigi Riva porranno domande ai relatori.
